Vademecum per l'autore esordiente.
In tempi dove si fà un gran parlare di "rivoluzione dell'editoria" è il caso di stare attenti a chi promette facili guadagni.

 


Marco Guareschi

E' vero ! L'evoluzione di Internet con il Web 2.0 ha portato un notevole cambiamento nella comunicazione interattiva, cioè nella possibilità per l'utente di essere il protagonista non solo dei propri contenuti ma anche di quelli che trova sulla rete, interagendo e collaborando.
Di conseguenza nel campo dell'editoria, tutto ciò, ha provocato l'abbattimento di quelle barriere che impedivano a chiunque di pubblicare se non tramite una casa editrice, che a sua volta, se non era abbastanza potente doveva sottostare alle condizioni dei distributori, in grado oggi di chiedere commissioni anche del 60 % sul prezzo di copertina.

Ma come in ogni rivoluzione, dobbiamo fare i conti con gli effetti collaterali.
Mi riferisco al proliferare di offerte più o meno professionali da parte di pseudo editori che facendo leva sulla vanità dello scrittore fanno credere che legandosi con un contratto di edizione, magari a fronte dell'acquisto di alcune decine di copie, sarà possibile vedere il proprio libro pubblicato e vendere chissà quante copie.

 

La realtà in Italia è ben diversa. Un pò come è accaduto per la bolla della New Economy che è esplosa perchè non aveva tenuto conto dei principi base della Old Economy.
Sia per un ritardo legislativo in fatto di editoria, sia per una realtà commerciale consolidata, non si può pensare di scrivere un libro per fare soldi senza considerare i problemi legati alla promozione e distribuzione, che ancora si basano su vecchie regole consolidate:

 

1 - un libro non si vende da solo, va promosso con iniziative tanto più capillari, quanto più sono alti gli obiettivi di vendita.
Non basta metterlo in una vetrina web per essere sicuri di venderlo ( chi comprerebbe un libro su internet di un autore sconosciuto ?)

2 - Per fare arrivare un libro nelle librerie bisogna passare per i canali distributivi ufficiali, che purtroppo dettano legge è si mangiano più della metà del nostro prezzo di copertina.

Io credo di più alla cultura del servizio.
Un manoscritto è frutto delle idee e della sensibilità dell'autore. Un libro è il prodotto che rende quelle idee e quella sensibilità fruibile a tutti, a prescindere da quante copie si vendono.
Se quel libro è vendibile o meno, lo decide il mercato

Per questo motivo, che prima di tutto credo sia importante affidarne la realizzazione a persone competenti che ti seguano nelle fasi di lavorazione, che ti consiglino e ti diano il supporto necessario per valorizzarlo, promuoverlo, diffonderlo.


Per comprendere meglio la differenza tra il nostro concetto di Service editoriale e quelli che vogliono far credere di aver rivoluzionato l'editoria, pubblichiamo alcuni commenti di aspiranti scrittori, presi su alcuni forum sparsi nella rete:

<< Personalmente non riesco a condividere tutto questo entusiasmo per Lxxx.
Magnifica la possibilità di stampare poche copie e quindi di realizzare dei libri con poca spesa, ma il costo di stampa a me sembra elevato ( non dico eccessivo perchè non posso fare l'analisi dei costi ) e ciò diventa oneroso se si vogliono stampare molte copie con notevole incidenza sul prezzo di vendita.
Inoltre la fase di preparazione alla stampa mi sembra molto deficitaria poichè non c'è la possibilità di correggere e modificare i file, inserire le foto in relazione al formato di stampa, apportare quegli accorgimenti che solo l'aspetto che assumerà il libro una volta stampato mi potrà suggerire.
Ed ancora: come faccio a sapere di quante pagine sarà il mio libro in base al formato scelto?
Come posso fare per scandire i capitoli?
Come si può redigere un indice?
Perchè non è possibile vedere una bozza prima della pubblicazione?
E se voglio apportare qualche modifica ai file inviati cosa posso fare?
Come si vede le manchevolezze sono tante da far ritenere che un libro stampato con Lxxx ha una qualità artigianale e sostanzialemente è molto scadente.
A me sempra piuttosto inconcepibile stampare un libro qualunque senza vedere l'anteprima di stampa. Non lo facciamo neppure con una semplice lettera figuriamoci con un libro. >>

Il processo di creazione di un libro, così come era stato concepito da Guttemberg, è per quanto affascinante, talmente delicato da non poter essere demandato ad un robot software.

Anche perchè l'informazione più importante stampata su un libro, quella che fà vendere tante copie è una sola: il nome dell'autore.


Ha più probabilità di farsi conoscere ( è quindi di vendere ) uno scrittore che ha distribuito gratuitamente 300 copie, di uno che ne ha vendute 10.

 

Concludo dimostrandovi perchè è meglio farsi produrre un libro da chi è disponibile a lavorare CON TE per realizzarlo, in modo da mettersi al riparo da brutte sorprese, come è accaduto a questa giovane autrice:

 

<< E' già la seconda volta che acquistando MIEI libri da Lxxx, mi arrivino con una decina di euro di spese di Dogana. Ma non stampa in Spagna, Lxxx? E poi devo pagare la dogana? Per uno o più libri miei? E' Lxxx che sbaglia o la Dogana o sono io e mi va di "c...o" quando non arrivano "non caricati" di dogana?
Grasssssie Mirella >>

 

Buona scrittura a tutti.